[Crediti: David Goehring]

Essere amici: ascoltarsi e comprendersi, imparare a conoscersi e a rispettarsi. Cos’è l’amicizia? L’amicizia è trovare un punto d’incontro.
Qui raccogliamo aforismi, scritti, disegni, poesie sull’amicizia e sul suo significato. Se vuoi, inviaci le tue citazioni preferite e aiutaci ad ampliare questa raccolta!


La comprensione amorevole costituisce la base necessaria per uno dei più alti doni che può ricevere e dare l’uomo: l’amicizia. Questa non deve e non può essere cieca, come lo è troppo spesso ciò che si suole chiamare “amore”. Veramente amico è colui che vede senza illusioni le manchevolezze, anche gravi, della personalità del proprio amico, ma che scorge allo stesso tempo le sue qualità, i germi di bene insiti in lui, le sue potenzialità superiori e, non lasciandosi allontanare dalle prime, “punta” sulle seconde, le aiuta a manifestarsi, le suscita e le evoca.
Roberto Assagioli





Non dare per scontato che colei che cerca di confortarti ora viva senza problemi tra le semplici e calme parole che a volte ti fanno bene. Anche la sua vita può essere triste e irta di difficoltà, che restano molto al di là delle tue. Se fosse altrimenti, lei non sarebbe mai stata capace di trovare quelle parole.
Rainer Maria Rilke


Lo splendore dell'amicizia non è la mano tesa né il sorriso gentile né la gioia della compagnia: è l'ispirazione spirituale quando scopriamo che qualcuno crede in noi ed è disposto a fidarsi di noi.
Ralph Waldo Emerson


La realtà dell'altro non è in ciò che ti rivela, ma in quel che non può rivelarti. Perciò, se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.
Kahlil Gibran


Cos'è per te un amico,
Perché tu debba cercarlo
Per ammazzare il tempo?
Cercalo sempre per vivere il tempo.
Deve colmare infatti le tue necessità,
non il tuo vuoto.
E nella dolcezza dell'amicizia
Ci siano risate,
E condivisione di momenti gioiosi.
Poiché nella rugiada
delle piccole cose
Il cuore trova il suo mattino
E si rinfresca.
Kahlil Gibran


Tutti abbiamo incontrato lo sguardo di qualcuno e sentito una specie di "riconoscimento" che avrebbe potuto essere l’inizio di un amicizia. Ma poi le luci cambiano, il treno parte, la folla fa ressa tutto intorno… e non sapremo mai.
Pam Brown


Io ti chiesi
Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.
Herman Hesse


Due amici camminavano nel deserto.
Ad un tratto cominciarono a discutere e un amico diede uno schiaffo all'altro. Addolorato, ma senza dire nulla, quest'ultimo scrisse sulla sabbia:

IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA DATO UNO SCHIAFFO.

Continuarono a camminare, finché trovarono un'oasi dove decisero di fare un bagno. L'amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma l'altro lo salvò. Dopo che si fu ripreso, l'amico salvato incise su una pietra:

IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA SALVATO LA VITA.

L'amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò: "Quando ti ho ferito hai scritto sulla sabbia, e adesso lo fai su una pietra. Perché?"

L'altro amico rispose: "Quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo sulla sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo.
Anonimo


Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.
Rabrindranath Tagore


Non ci perderemo mai
Quanta vita è passata tra di noi
noi due treni in corsa, non ci arrenderemo al mondo
ha dato fuoco al tempo e adesso più che mai
solleva un polverone che soffoca anche il vento
Ma non temere, amica mia
questa nebbia impalpabile non potrà portare via
i ricordi nel buio del silenzio e dell'oblio
né costringerci ad un breve ed ultimo addio
No, essa mai ci vedrà
inghiottite dal vuoto, in voragini opposte
combatteremo insieme, nell'oscurità
contro solitudini sempre più vaste
in luoghi sperduti, dove i sogni avvizziscono
assorbiti dal reale pian piano appassiscono
lasciando nell'aria il profumo di un'estate
di effimere promesse mai mantenute.
Affronteremo insieme la nostalgia
che sul filo del passato ricuce i ricordi
ne ruberemo i frammenti e lungo la via
li leggeremo perché non è mai troppo tardi
per rievocare insieme quegli attimi di gioia
pieni di euforia, lontani dalla noia
di cui rimane ormai solo la certezza
della nostra amicizia che come una carezza
mi sfiora piano restandomi vicino
fedele e sincera, più forte del destino.
Allora non ci sarà più foschia a rabbuiare il cielo
scopriremo nuove luci e orizzonti da abbracciare
perché l'importante amica mia è crederci davvero
e il resto vien da sé
se continuerai a sfidare
il miraggio di un presente lento ostile e duro
che un giorno sarà ucciso e sepolto da quel futuro
in cui torneremo insieme a vivere e sognare
a tagliare il traguardo e a trionfare
in un mondo dove ognuno insegue i suoi guai…
… te lo giuro amica mia non ci perderemo mai!
Silvy
[Crediti: Alan]
Accettare le sfide della vita significa porsi di fronte ai nostri limiti e ammettere di poterli o meno superare.
In questa sezione raccogliamo aforismi, scritti, disegni, poesie sulle sfide. Puoi inviarci le tue citazioni preferite e aiutarci ad ampliare questa raccolta!

[Crediti: Jonathan Kos-Read]

Questa è la storia di una piccola anima nata tante lune fa. Occhi di cielo, sorriso di paradiso. I primi strilli, le mani tese, il desiderio di comunicare al mondo la propria verità: sono viva! Le prime escursioni in un mondo tanto nuovo quanto affascinante, e quelle braccia forti e robuste che la sollevavano e le permettevano di volare alto alto…
I primi capricci, i primi rimproveri, i primi doni, i primi gridolini di felicità.

Crescendo la piccola anima si ritrovò completamente immersa in quella che i suoi genitori chiamavano “società” e si scoprì ad amarla e odiarla al contempo.
I primi giochi, i primi amici, i primi compiti a casa, le prime lacrime amare.
Si poteva sinceramente amare ed odiare la stessa identica cosa.
La prima cocente delusione, le prime speranze, il primo amore.

E poi successe quello che succede a quasi tutte le piccole anime: in un istante il tutto sembrò trasformarsi in niente.
Niente più speranze, niente più amore, solo paure. E delusioni su delusioni…
Pietre su pietre...
Una pietra per tutti gli amici che erano stati condannati per tradimento; una pietra per i suoi genitori che si erano promessi eterno amore e ora non si parlavano neanche più; una pietra per il suo amore, quello che doveva essere un grande amore, il primo…
E cemento. Una pietra e un po’ di cemento, lacrime e orgoglio.
Un’altra pietra e un po’ di cemento, lacrime e disillusione.

Dopo la stagione delle piogge ecco che ritornava il sole nella vita della piccola anima, il sorriso brillava nuovamente sul suo volto. Un dialogo migliore con i suoi genitori, il desiderio di innamorarsi di nuovo…
In quei momenti la piccola anima si dimenticava del muro che da anni stava costruendo, quasi le sembrava non fosse mai esistito. Ma il muro era lì. C’era ogni qual volta la piccola anima decideva di non fidarsi completamente degli altri; c’era quando litigava con i suoi; c’era quando non riusciva ad aprire il suo cuore…

Il tempo passava, la piccola anima continuava a crescere e il muro si faceva sempre più resistente e impenetrabile. Era una buona difesa. Troppo dolore, troppe ferite, Insopportabili.
Distruggi quel muro! Le gridava l’Amicizia attendendo il giorno in cui sarebbe entrata nella sua vita.
Distruggi quel muro! La supplicavano i silenzi amari dei suoi genitori.
Distruggi quel muro! Le sussurrava la voce dell’Universo, quella voce che era anche l’Amore infinito per il quale il suo cuore piangeva silenziosamente ogni notte.
Lei, la piccola anima, si tappava le orecchie per non sentire, per non soffrire più.
Si era convinta che niente di bello si potesse nascondere dietro tanto dolore.

E fu così che quando l’Amicizia decise di entrare nella sua vita, al posto della piccola anima trovò il muro. Nessuna breccia, nessuna speranza di potervi passare attraverso e poterla raggiungere.
E dopo l’Amicizia arrivò l’Amore, il canto dell’Universo, ma anche lui si trovò la strada sbarrata.
Entrambi potevano sentire distintamente la piccola anima piangere al di là del muro.
L’amicizia incominciò a piangere con lei, silenziosamente.
L’amore gridò disperato, non poteva credere che il suo più grande sogno potesse essere infranto in un modo così crudele.

Ma la piccola anima rimase al di là del muro. Da quanto tempo ormai attendeva un qualcosa che non sarebbe mai arrivato? L’amicizia e l’amore, belle parole, niente di più.
Quel grido… un’altra piccola anima che non avrebbe mai realizzato i suoi sogni.
Ma di certo, lei, non si sarebbe più illusa, il muro l’avrebbe sempre protetta, difesa da tutto. Anche da ciò che avrebbe potuto renderla felice.

Info autore

Scritto da Maristella Gentili, settembre 2015
Il racconto appartiene alla sua legittima proprietaria, ed è stato pubblicato su Shiningarden per gentile concessione dell'autrice.
È vietata ogni riproduzione non autorizzata. Per informazioni scrivete a shiningarden@yahoo.it. Grazie
[Crediti: Ross Pollack]

Nell’amore si nasconde metà di quello che non capiremo mai della nostra vita. Amore per il nostro partner, per i nostri genitori, i fratelli e sorelle, per gli amici.
In questa sezione raccogliamo aforismi, scritti, disegni, poesie sull’amore. Puoi inviarci le tue citazioni preferite e aiutarci ad ampliare questa raccolta!


Se gli uomini venissero educati a desiderare l’amore e non solo il sesso, assisteremmo a una rivoluzione culturale.
Bell Hooks

La parola tedesca Nachküsse si riferisce al tipo di baci che compensano tutti quelli che non sono mai stati dati, tutti i baci omessi e perduti.
Rob Brezsny

Il mio fiume scorre verso di te -
Azzurro Mare! Mi accoglierai?
Il mio fiume aspetta una risposta -
Oh Mare - siimi benevolo -
Ti porterò ruscelli
da angoli lontani -
Ehi - Mare - Prendimi!
Emily Dickinson

Voglio essere avvolta da te
Voglio tatuarmi il tuo nome, su ogni parte del corpo. Voglio il mio corpo, avvolto dal tuo nome. Voglio sentire il tuo calore ovunque, e sempre. Voglio leggere quel nome, voglio sentire quell'emozione percorrere tutta la spina dorsale. Voglio sentire quel brivido che sale lentamente. Voglio avere la pelle d'oca. Iniettarmi il tuo profumo, direttamente nelle vene. Sentire il tuo sapore, ogni mattina, sulla punta della lingua. Devi prendermi, devi portarmi con te, in un posto che nessuno conosce .. Dove possiamo stare lontani da ogni distrazione .. Dove possiamo essere noi due .. Dove possiamo fare follie .. Dove possiamo fare l'amore sotto le stelle .. Portami con te, ovunque tu voglia. Ma se non ci sei, ho bisogno di qualcosa di te. L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L'amore deve avere la forza di attingere la certezza in sé stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.
Georgia

L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L'amore deve avere la forza di attingere la certezza in sé stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.
Herman Hesse


Le donne erano destinate a soffrire; non c'era da meravigliarsi che volessero sempre grandi dichiarazioni d'amore.
Charles Bukowski


C'è qualcosa di più assurdo dell'amore? Se lo godiamo fino all'ultimo, subito ce ne stanchiamo, disgustiamo; se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non aver osato.
Cesare Pavese


Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d'amore.
Giacomo Leopardi



In cuor loro tutti conoscono l'amore perfetto, perché il cuore umano è un canale attraverso cui l'amore assoluto si riversa nel mondo. Ma i rapporti umani sono un'espressione imperfetta di quell'amore. Questo crea un doloroso divario tra l'amore perfetto del nostro cuore e il modo imperfetto e incompleto in cui lo esprimiamo nei nostri rapporti.

Se siamo convinti che l'amore umano debba essere quello che non è (cioè assolutamente incondizionato), rimaniamo delusi e finiamo per diffidare dell'amore. Proviamo rancore verso gli altri perché non ci amano nel modo giusto o verso noi stessi perché pensiamo di non meritare l'amore.

Tutto questo crea una ferita universale: la sensazione di non essere amati per quello che siamo. - Tratto da Perfect love, imperfect relantionships
John Welwood


Il cammino attraverso la foresta non è lungo se si ama la persona che si va a trovare
Proverbio Africano


La gentilezza delle parole crea fiducia.
La gentilezza dei pensieri crea profondità.
La gentilezza nel donare crea amore.
Lao Tzu


E lo spirito mio, che già cotanto
tempo era stato ch'a la sua presenza
non era di stupor, tremando, affranto,
sanza de li occhi aver più conoscenza,
per occulta virtù che da lei mosse,
d'antico amor sentì la gran potenza. - Tratto dalla Divina Commedia, Purgatorio · Canto XXX
Dante Alighieri


Se ami qualcuno, lascialo andare. Se ritorna, è sempre stato tuo. Se non torna, non lo è mai stato.
Anonimo


Non ami una donna perchè è bella, ma è bella perchè la ami.
Anonimo
[Crediti: Takashi Hososhima]

Questa è la storia di un piccolo fiore, è una storia come tante, di uno di quei fiori senza troppe pretese, un piccolo e semplice fiore di campo.
Era stato colto, ma lui questo non lo ricordava. Si era risvegliato in quel minuscolo vaso di vetro colmo d’acqua, si era guardato intorno e non aveva riconosciuto niente di quanto lo circondava. Le uniche certezze che aveva erano quelle di essere un fiore e di essere vivo.
Non aveva radici, ma sentiva di averle avute una volta. Alcune cose non le ricordava, ma sentiva che erano esistite.

Dalla finestra entrava il fratello Vento, gli accarezzava i petali bianchi e lo inebriava con il profumo dell’Anima del mondo. Il piccolo fiore avrebbe voluto volare via con lui, avrebbe voluto essere trasportato oltre quella stanza, lontano da quel vaso, in viaggio verso il cielo infinito, quello che tutti chiamavano Padre.
Era anche stato sul punto di domandarlo al Vento, quando però lo aveva assalito una strana sensazione. Al cielo ci sarebbe tornato prima o poi, ma c'era un altro luogo di cui sentiva la mancanza ora. Un luogo più concreto, più denso e oscuro. Un luogo che lo chiamava senza voce.

«Tu lo conosci un luogo così?»
«Oh certo», aveva sorriso il Vento rivelandogli la grande verità: il piccolo fiore sentiva la mancanza della terra, della Madre che lo aveva fatto nascere. Di quella che chiamava “casa”.
Era la mancanza di Lei a struggerlo, l'ascoltare i suoi segreti, l'affondare le radici nel suo grembo. La vita in quel vaso era facile e semplice, ma era anche sospesa, senza scopo, senza sogni.

«Voglio tornare a casa!” dichiarò il piccolo fiore drizzandosi in tutta la sua altezza, alcune gocce di acqua scivolarono lungo le pareti esterne del vaso. Era determinato: voleva tornare alla Madre, anche se non sapeva se il suo fragile essere sarebbe riuscito a tenerlo in vita, a fargli ricrescere le radici. Forse, una volta tolto da quel vaso sarebbe appassito in breve tempo, sulla terra, in mezzo agli altri fiori. Eppure che cosa non avrebbe dato per sentire nuovamente le sue radici ricrescere, sentirle ancora una volta affondare nella morbida terra!
Quale sogno folle gli era toccato in sorte. Proprio a lui, un piccolo e semplice fiore di campo. Il suo destino era ormai segnato. Si lasciò scivolare verso il basso, i petali si adagiarono sul bordo del vaso.

«Oh no, è morto» squittì la voce di una bambina, gli occhi spalancati, fissi su di lui. Avvicinò una mano al vaso e lo scosse. «Vivi, vivi fiore!» Il piccolo fiore oscillò a destra e a sinistra mentre alcune gocce di acqua si libravano in aria.
«Ti avevo detto di non raccogliere quel fiore, sei proprio stupida», una ragazzina afferrò la mano libera della bambina e la costrinse a seguirla.
Il piccolo fiore si sentì svenire dallo spavento, gocce d'acqua volavano in ogni direzione e il suo esile stelo sbatteva senza sosta contro il bordo del vaso. Dove lo portavano ora? Cosa lo attendeva?

«Tesoro, è quello il fiore? Tienilo stretto mentre siamo in macchina, mi raccomando», la bambina annuì rafforzando la stretta sul vaso. Il piccolo fiore riacquistò l'equilibro finché la bambina non scese nuovamente da quella stanza mobile definita macchina, e riprese a camminare. Accanto a lei la ragazzina e la donna che, durante il viaggio, avevano chiamato "mamma".
Al piccolo fiore era rimasta pochissima acqua, ma il mondo che si apriva davanti a lui adesso era una sorpresa meravigliosa: ovunque fiori e piante, erba e alberi altissimi. Stava tornando a casa! Senza radici però.

«Eccoci tesoro, dove vuoi posarlo?»
La bambina si guardò intorno, poi raccolse lo stelo del piccolo fiore tra pollice e indice e si accovacciò accanto a una pietra bianca.
«Lo metto qui, vicino vicino alla nonna, così lo vede».
Il piccolo fiore osservò il viso della bambina allontanarsi sempre di più da lui, si sollevava come in aria, mentre lui ritrovava l'abbraccio dell'erba, si inebriava del suo dolce profumo.

«Sei stupida Mara, quel fiore messo lì muore, e poi alla nonna i fiori manco piacevano», ribatté la ragazzina.
La bambina, che ora il fiore sapeva chiamarsi Mara, si strinse alla mamma e si lasciò cullare dal suo abbraccio, proprio lì davanti a lui e alla pietra. Il piccolo fiore non poteva vedere la nonna di cui tutti parlavano, ma forse, pensò, forse era perché anche lei aveva perso le radici.

La ragazzina si era distratta e ora guardava un qualche punto lontano, oltre le nuvole, le braccia incrociate sul petto.
«Torniamo a casa ragazze?» Mamma e bambina si allontanarono piano, ancora abbracciate. La ragazzina, invece, rimase immobile per qualche istante, poi fece un passo verso il piccolo fiore e la pietra.
«Nonna, non ci credo che sei laggiù, ma forse non sei neppure lassù e allora... e allora mi manchi», tirò un calcio all'aria e chiuse gli occhi.
Qualcuno la chiamò. Il piccolo fiore avrebbe voluto bere qualche goccia d'acqua, ma non ce n'erano più. Vide che la ragazzina lo osservava.
«Vai dove devi andare», gli disse. «Vai e tienile compagnia». La ragazzina si allontanò e il piccolo fiore rimase disteso, in mezzo all'erba, là dove era stato lasciato.

Stava per addormentarsi, sentiva le forze abbandonarlo. Arrivò il fratello Vento ad accarezzargli i petali. «E' tempo di tornare a casa», gli sussurrò.
Il piccolo fiore non rispose. Si lasciò accogliere: il delicato stelo, gli stami regali, la candida corolla. Tutto di lui si arrese al viaggio. All'ultimo come al primo. Laggiù o lassù, non gli importava dov'era diretto, perché ovunque fosse lui l'avrebbe chiamata casa.

Info autore

Scritto da Emilia Martinelli, settembre 2015
Il racconto appartiene alla sua legittima proprietaria, ed è stato pubblicato su Shiningarden per gentile concessione dell'autrice.
È vietata ogni riproduzione non autorizzata. Per informazioni scrivete a shiningarden@yahoo.it. Grazie